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Sottotitolo: Storia di improbabili triatlete, della loro amicizia, di sport e vittorie
01 
Testo:
È iniziata quasi due anni fa questa nostra avventura, da un’idea che ci pareva folle, affrontiamo un mezzo ironman, una staffetta! Seguita da assensi entusiasti, proposte, riunioni, numerosi ed assolutamente indispensabili aperitivi di natura organizzativa.
 
L’idea di tagliare un traguardo quasi utopistico individualmente (1900mt di nuoto, 90km in bici e una mezza maratona), ma che avremmo raggiunto solo stando insieme ci è subito sembrata una metafora meravigliosa della nostra amicizia, del nostro fare squadra.
 
Poi, il nulla. Di tutti quei mesi non voglio più parlare. Delle settimane chiusi in casa, di un mondo stravolto, di malinconia e lontananza, di inadeguatezza e disorientamento, solitudine e insoddisfazione.
 
03Insieme, siamo andate oltre.
 
Ci siamo allenate, confrontate, confortate. Abbiamo riso tantissimo e abbiamo portato avanti la nostra idea folle.
 
In una Sardegna primitiva e selvaggia ci siamo finalmente ritrovate unite e ci siamo rese conto della nostra ... improbabilità!
 
Intorno a noi Atleti veri, tirati a lucido, bici stellari, sessioni di allenamenti serrate.
 
Ovunque maglie griffate e polpacci tatuati, occhiali specchiatissimi, muscoli in evidenza, strategie di gara, racconti di glorie passate.
 
02Oh ragazze ma almeno il body ce lo siamo portato? Le calze co’ i fenicotteri stanno bene col blu? Ce lo mangiamo uno spaghetto con le vongole?! Una bottiglia di vermentino, grazie!
 
Guardiamo i percorsi, va ... ma la Sardegna ce l’ha 100 metri di pianura o la Padania se l’è presa tutta? Ma come fanno a dire che la corsa è flat? Il mare, Angela, com’è sto mare? Sarà pure cristallino ma qua c’è gente che sta facendo surf! Speriamo che le boe reggano domani! Linda smettila di guardare compulsivamente il meteo, tanto ormai stai qua, che fai, se piove non pedali?!
 
Così, sotto un cielo noncurante dei nostri dubbi ma carico di nubi, siamo partite.
 
Angela ha affrontato onde lunghe e correnti avverse di un mare poco benevolente, per affrontare poi la più lunga T1 della storia del triathlon: uscita dall’acqua ha corso per UN CHILOMETRO in salita! Ma chi l’ha studiato sto percorso? Un sadico?! Angela ce l’hai fatta, sei stata grandiosa!
 
Dai dai, passa il chip, vai Linda!
 
Il percorso in bici non mollava un metro, lo sapevamo già. Salite impegnative, saliscendi continui, impossibile prendere fiato.
 
Con il cuore in gola ti abbiamo aspettata e con orgoglio strabordante ti abbiamo vista arrivare, con un sorriso infinito, il sole dei tuoi capelli scompigliati fuori dal casco. Linda, instancabile e tenace.
 
E poi ... io e la mia prima gara da mesi, il mio amore e odio per la corsa, gli allenamenti, sudati uno per uno, li ricordo tutti, la pioggia battente su quel lungomare, il vento e la fatica sui volti di tutti, il mare sulla mia destra, un passo dopo l’altro solo per voi, per rendervi orgogliose come lo sono stata io di ogni singolo metro che avete percorso oggi.
 
Bene, mi piacerebbe dirvi che ho fatto il miglior tempo di sempre, Coach Tavecchia giuro che prima o poi scenderò almeno sotto l’oraecinquanta ma non è questo il giorno.
 
È stato il giorno della mia squadra, il giorno delle braccia alzate al traguardo, della vittoria e degli abbracci.
 
 
Volete sapere com’è finita?
 
Siamo delle Atlete talmente improbabili che la nostra staffetta ha segnato il miglior tempo e non ci abbiamo creduto!
 
04 05
 
Così incredule che io sono rimasta in camera ad asciugarmi i capelli mentre il Circuito Internazionale Iroman 70.3 chiamava sul gradino più alto del podio la Staffetta TriFi Ondaverde Triathlon!
 
Il ricordo più bello della fine della nostra avventura? Gli sguardi stupiti degli Atleti patinati puntati sul gruppo di triatlete più improbabile mai visto che alzano il loro trofeo!
 
Grazie Linda, grazie Angela.
 
Grazie Ondaverde.
 
Una sola Squadra, un solo Cuore.
 
Ps: vorrei dedicare una menzione speciale ad uno STELLARE Roberto Milanesi, che si è cimentato con la solita umiltà nel suo primo medio, con un tempo di tutto rispetto, ed un'altra, meritatissima, per il mio Cristiano Belloni Pasquinelli, che conosce il vero significato della parola resilienza, prima che andasse di gran moda. Sei stato unico!
 
Pps: vi saluta Beppe Carollo!
 
La Giga

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